“Blogger italiana in Egitto denuncia media occidentali”

Linko qui la mia intervista per il mensile Noi Donne. Grazie a Camilla Ghedini, che mi ha qui permesso di pubblicare brani che, per esigenze di stampa, erano stati tagliati in articoli pubblicati precedentemente sui quotidiani. Solo una riflessione sull’Italia. Io amo l’Italia, la amo per la sua storia e soprattutto per quella che era. A Roma mi sento a casa, e non solo lì. Non mi ci ritrovo più in questo momento, ma quando l’Italia sarà pronta ad apire gli occhi ci sarò. Non mi interessano le bandiere (italiana, egiziana…). Mi interessano solo la verità e la volontà dei popoli. http://www.noidonne.org/blog.php?ID=04639

Qui sotto, il mio articolo di ieri:

In questi giorni frenetici, si susseguono richieste di interviste, interventi bilaterali tra chi scrive e chi legge e commenta, richieste di chiarimenti o esaltazioni per le notizie underground rimarcate o diramate.

Tra tutti questi interventi, mi sovvengono ora un altro paio di punti da condividere con voi.

1)   I mercenari, oggi, non sono soltanto e per forza uomini armati pagati per combattere in terre straniere. I mercenari, oggi, si accumulano tra le fila dei giornalisti iscritti all’albo, specie di coloro che scrivono o operano per testate o telegiornali dal forte impatto di massa – mass media, appunto. Mai come ora urge un aggiornamento del nostro vocabolario quotidiano: il mondo, di recente, è cambiato troppo in fretta.

2)   Solo a Ralph Peters (consiglio la sua intervista http://www.youtube.com/watch?v=LwHFcV01a08) e ai cittadini egiziani, in questi giorni, viene in mente di dire che, forse, forse, la questione egiziana riguarda solo gli egiziani? Ma tra tutti coloro che parlano, dai vertici politici o dai mass media (spesso è la stessa cosa), o dal popolo, dai paesi occidentali, europei o dagli Stati Uniti, così come dagli altri paesi mediorientali, non viene in mente a nessuno che, forse, quel che accade in Egitto non corrisponde propriamente ai fatti loro? A quale livello di sfacciataggine aderiscono, tutti coloro che si sentono in diritto di accusare o di giudicare l’esercito egiziano o Tizio o Caio? Oppure a quale disorientante livello di malizia (o di ingenuità, da parte dei cittadini comuni), nel far passare come normale e legittimo il fatto che in questa faccenda tutti intervengano come se si trattasse della loro nazione?

Perché siamo tutti pronti a dimenticare il concetto di sovranità nazionale, quando non si tratta del nostro paese e quando parlano le maggiori potenze mondiali, dando per scontato il loro diritto di prelazione su qualunque area mondiale – specie se possiede petrolio o “Canali di Suez”?

3)   Terzo punto e il più importante di tutti. Finalmente, qualcuno nel mondo ha dato il via ad un’operazione organizzata e collettiva nello stanare e arrestare i terroristi della zona, confluenti, armati, da tutto il Medio Oriente in territorio egiziano, una concentrazione per supportare i terroristi locali (così che facilitano anche il lavoro delle forze dell’ordine). Pensate che, a questo scopo, sono state anche aperte carceri sui paesi confinanti.

Gli Stati Uniti, con lo stesso pretesto, hanno acceso guerre in decine di Stati del mondo e ne sono usciti lasciandoli depauperati e del tutto destabilizzati (non vedo differenza tra questo e i saccheggi della storia antica e medievale, se non nel grado di camuffamento delle cose). In realtà, poi, sono sempre state dimostrate connivenze tra la potenza americana e i terroristi che ufficialmente e di facciata si combattevano (vedere tutte le dittature protette dagli USA nella storia, vedere il caso Bin Laden, Mubarak, e, adesso, il caso Morsi e Hamas). Ma cerchiamo di aderire alla versione ufficiale: è oltre un decennio che gli Stati Uniti, e sulla sua coda l’Europa e l’Italia, ci ammorbano la vita e gli spostamenti con questo incubo della “lotta al terrorismo”. Adesso che, finalmente, in modo plateale ed evidente, davanti agli occhi di tutto il mondo, abbiamo una popolazione che si è sollevata, oltraggiata, per richiedere il rispetto dei diritti per cui è stata fatta una rivoluzione, per richiedere vera democrazia, vera decenza, vera trasparenza, vera civiltà, una popolazione che ha RICHIESTO l’intervento dell’esercito per sostenerla, e che lo sta a sua volta sostenendo, nell’arresto proprio di quei terroristi (inclusi nomi enormi, come il fratello del grande leader di Al Qaeda Al Zawahiri, ieri), l’America e l’Occidente che fanno? Gli voltano le spalle. Iniziano a diffondere per tutti i TG la notizia che questi terroristi siano le vere vittime, che l’esercito stia sparando su normali cittadini e, addirittura (orrore) che sia stato l’esercito a distruggere delle chiese! L’esercito che sta addirittura proteggendo, con catene umane e rimettendoci vite umane ogni giorno, questi teppisti, assassini e delinquenti dalla folla che vorrebbe linciarli! Allora, io vorrei che le persone che ci leggono, per favore, iniziassero a fare un’analisi seria della situazione. Se questo è l’atteggiamento di America e Occidente, adesso che davvero gli egiziani stanno stanando (e senza bisogno di dodici anni in Afghanistan) i personaggi più ricercati al mondo, di cosa parlavano quando ci indottrinavano sulle loro campagne “anti-terrorismo”? Siamo stati presi in giro per oltre un decennio? Forse che allora non erano questi i “terroristi” che interessavano? Lascio a voi la risposta. Grazie per avermi letto.

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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