Il popolo che ha scelto il mio cuore

Ieri ha avuto inizio la Seconda Rivoluzione Egiziana. Non ci proverò neanche a commentare o a diffondere notizie: ormai la cosa è sulla bocca di tutti, in tutto il mondo. Passerò, piuttosto, a immagini e a considerazioni personali (la bellezza della libertà di scrittura).

E’ molto dura per me non trovarmi in Egitto in questo momento. Questa volta, contrariamente alla prima, la rivoluzione pacifica ha raggiunto anche la dormiente cittadina di Dahab, nel sud del Sinai, il luogo in cui vivo e che amo come me stessa. E’ paradossale che proprio io non sia là, proprio adesso, dopo tutti i libri e gli articoli scritti e letti sul mio paese d’adozione. Ferrara, la mia città italiana, si è staccata da me, dolorosamente, a più riprese, iniziando da quando ero ragazzina. Sì, sarò soggetta a tutte le critiche che desiderate, voltare la faccia alla città che ti ha generata, eppure io resto convinta di esserci nata per caso. Il mio cuore non è qui, è in Egitto, lo è da almeno 7 anni. Ed è davvero una sfida bizzarra del destino ritrovarmi in Italia in questo momento. So che tutto ha un senso. So benissimo anche che in Italia la vita è più facile, sì, mi si può dire che sputo nel piatto in cui mangio (sempre meno, ormai solo un paio di mesi l’anno). Resta che qualcosa continua a guidarmi là più forte di un magnete, da quando ho conosciuto la semplicità di quella gente, la loro ironia, la loro spontaneità, i loro ideali che pulsano ancora, i valori che noi abbiamo perduto da un pezzo, le difficoltà VERE del sopravvivere. Continuo a scegliere questo e lo farò fino all’ultima delle mie risorse e possibilità. Ormai è chiaro che qui in Italia sono una straniera, una strana, un fantasma di passaggio. Il mio cuore in queste ore è là con loro, con il popolo che si unisce e che parla. Il popolo a cui appartiene il mio cuore, appunto, rimasto legato a un’idea dell’Italia che resiste, fisicamente e anche a costo della vita, e che oggi, dopo decenni dal tempo dei nostri eroi, non ritrovo nel paese che ha dato il via al mio percorso. Il mio corpo è in vacanza in Italia, per qualche ragione che servirà alla mia crescita. Il mio cuore e la mia anima sono là, in Egitto, con chi mi ha conosciuta davvero.

Secondo la BBC questa volta si tratta della rivoluzione più numerosa nella storia dell’essere umano. Io non so se sia vero, ma non mi stupirebbe che ciò avvenisse proprio nella prima civilizzazione di cui l’uomo abbia memoria. E poi, gli egiziani sono sempre esagerati, nel dolore come nell’amore, nell’ospitalità, nell’abnegazione. Questa mattina mi sono svegliata con in testa le immagini delle folle che riempiono tutte le strade d’Egitto. Nel dormiveglia, mi faceva sentire sicura la potenza dei milioni di persone unite, perché sentivo che contro una cosa del genere nessun dittatore né agitatore può nulla. Chissà cosa aspettano gli italiani allora, con tutte le loro perdite… Provaci tu a fermare un fiume in piena.

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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