CHI E’ L’ESERCITO E CHI SONO I FRATELLI MUSULMANI

Non mi resta che copiare qui, parola per parola, il credo dei Fratelli Musulmani dal bel libro di Francois Massoulié (“I conflitti del Medio Oriente”) perché non c’é stato verso di trovare lo stesso brano in internet (almeno non in italiano). Questi i principi fissati fin dagli esordi del movimento, 1928, principi validi ancora oggi.

1. Credo che tutto sia sotto l’ordine di Dio; che Maometto sia il suggello dell’intera profezia indirizzata a tutti gli uomini, che la ricompensa (eterna) sia una realtà, che il Corano sia il libro di Dio, che l’Islam sia una legge completa per guidare tanto questa vita che l’altra.

2. Prometto di recitare (ogni giorno) per me stesso una parte del Corano, di attenermi all’autentica Tradizione, di studiare la vita del Profeta e la storia dei suoi seguaci.

3. Credo che l’azione giusta, la virtù, la conoscenza siano tra i pilastri dell’Islam. Prometto di agire con rettitudine, compiendo le pratiche religiose ed evitando le cose cattive: mi dedicherò ai buoni costumi, avrò in orrore i cattivi, diffonderà per quanto possibile le abitudini musulmane, preferirò l’amore e l’affetto alla rivalità e alla condanna, non ricorrerò ai tribunali se non costretto, difenderò i riti e la lingua dell’Islam e lavorerò per diffondere le scienze e le conoscenze utili a tutte le classi della nazione (…).

4. Credo che il musulmano sia responsabile della sua famiglia, che debba conservarla in buona salute, nella fede, nei buoni costumi. E prometto di fare il possibile per questo e di inculcare gli insegnamenti dell’Islam ai membri della mia famiglia.

Non permetterò che i miei figli entrino in una scuola che non preservi le loro credenze e i loro buoni costumi. Toglierò loro ogni giornale, libro, pubblicazione che neghi gli insegnamenti dell’Islam e altrettanto farò per le organizzazioni, i gruppi, le associazioni di tal fatta.

5. Credo che il musulmano abbia diritto a far rivivere l’Islam attraverso la rinascita dei suoi diversi popoli, e che la bandiera dell’Islam debba coprire il genere umano e che ogni musulmano abbia per missione di educare il mondo secondo i principi dell’Islam. Prometto di combattere per compiere questa missione finché vivrò e di sacrificare per questo ogni mio avere.

E questo è quanto. Riguardo Shafiq, l’ex regime e l’esercito al potere in Egitto dalla caduta della monarchia (rivoluzione del 1952), proprio ieri sera su un canale austriaco hanno mandato in onda un programma molto interessante in cui venivano intervistate le due donne diventate “famose” per via degli scatti che hanno fatto il giro di tutto o giornali del mondo (quella fotografata da dietro durante l’arresto e la donna denudata dal reggiseno blu). Queste due attiviste, assieme ad altre dello stesso calibro, diventate il simbolo della resistenza egiziana, raccontano nei dettagli come nell’autunno 2011 in seguito all’arresto di piazza sono state torturate e seviziate dai militari, sottoposte a violenze sessuali, pestaggio con stivali, obbligate a leccare il pavimento, sottoposte a “test di verginità” mentre venivano guardate da decine di soldati. Una di loro è tornata a casa con un braccio rotto, entrambe si sono curate lividi e ferite per quasi un mese.

La ragazza dal reggipetto blu riceve i giornalisti senza farsi riprendere, in incognito, nel deserto, in un accampamento beduino, per non correre rischi. Lei è stata lasciata dal fidanzato in quanto il suo corpo è stato visto da tutti. La stessa frase la ripete la guida egiziana dei reporter che sono andati al Cairo a girare il servizio: “E’ musulmana, queste cose non si fanno”, come se non si fosse reso conto che la violenza l’ha subita lei e che a denudarla in pubblico trascinandola è stato un manipolo di uomini armati, al comando dello SCAF.

Ecco chi sono i Fratelli Musulmani (o Non-Musulmani, come li chiama giustamente l’amica blogger Baraem) ed ecco chi é Shafiq, chi é Tantawi, chi é l’esercito in Egitto.

A voi le 2 foto, e come loro, migliaia di altre persone.

P.S.

L’Islam non é questo.

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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