NOTIZIE SPARSE DAL CAIRO – MARZO 2012

Ci sono varie notizie di cui nessuno parla e che pochi sanno, a meno che non si entri nella cerchia di intellettuali ed attivisti del Cairo, spazzata dal suo vento di sabbia e tormentata dalla sua miseria, tra un sipario e un palazzo liberty, tra uno spettacolo e un club ricreativo per i cittadini più fortunati. Tantawi, al potere in Egitto al momento (a capo della giunta militare), è il figlio dello chef che serviva l’esercito durante il periodo della guerra contro Israele del 1967. Il padre ha inserito lui e il fratello nell’ambiente militare e li ha avviati alla carriera. E’ diventato una sorta di eroe durante la guerra del Kuweit e braccio destro di Mubarak: da lì in poi ha ottenuto diversi favori in cambio della sua piena obbedienza.
Come si diceva a inizio anno, il Premio Nobel per la Pace e leader democratico Mohamed El Baradei ha lasciato la sua candidatura alla presidenza del Paese nel mese di gennaio, affermando che al momento regolari elezioni sarebbero impossibili sotto il dominio dei militari, che presero il potere dopo la caduta di Mubarak nel febbraio dello scorso anno. Solo in questi giorni stanno uscendo i primi nomi dei candidati alla futura Presidenza dell’Egitto.
Mentre Mubarak attende la sua sentenza il 2 giugno, tutto l’Egitto vocifera che verrà assolto, “perché stanno venendo assolti tutti”, “perché Tantawi è il suo braccio destro ed è al potere”, e “perché la moglie Suzanne ora è libera, sta combinando il caos e ha minacciato di rivelare segreti scomodi sugli americani nel caso in cui suo marito venisse condannato”. Altri ritengono che Mubarak e l’esercito stesso siano legati da segreti reciproci preziosi da custodire e da salvaguardare a vicenda. Un altro intellettuale sostiene che verrà probabilmente esiliato, e che tutti questi tempi di attesa hanno nel frattempo permesso di imboscare la parte più cospicua dei suoi fondi e dei suoi beni (dato di fatto più che ipotesi). I figli erano stati sottoposti a processo con lui, ma al momento nessuno ne parla più: la versione ufficiale è che siano ancora in carcere, in realtà nessuno ne ha la certezza.
L’altro ieri (giovedì) spari a Tahrir prima delle 3 del pomeriggio, li ho sentiti mentre mi trovavo vicina a Piazza Talat Tarb. Ci sono frizioni non da poco tra la polizia, i cittadini e i pochi rimasti accampati in piazza Tahrir – forse 20-30 persone. Sto cercando di indagare più a fondo sulla questione: finora le versioni sono due. Che si tratti di delinquenti e scansafatiche rimasti lì ad attirare l’attenzione, o addirittura pagati per creare il caos e rovinare così la reputazione dei rivoluzionari. L’altra versione dice che siano i resti dei veri rivoluzionari e delle famiglie dei martiri che cercano così di farsi sentire – ma la prima versione è al momento quella più accreditata. Indagherò oltre e presto, certo che se così fosse sarebbe notevole a livello simbolico e sorprendente pensare che il nocciolo duro rimasto nel cuore fisico della rivoluzione sia costituito da energie negative, da forze malvagie sfuggite al controllo, proprio nel fulcro della recente cosiddetta “Repubblica di Tahrir” che ha commosso il mondo.
Lo scorso
8 marzo ha avuto luogo una marcia delle donne, partita dal sindacato in Talaat Harb Street. I manifestanti, uomini e donne, hanno portato avanti il corteo attraverso Tahrir Square fino nei pressi del parlamento egiziano. Le manifestanti cantavano “Badei, Badei, i diritti delle donne non andranno persi”, riferendosi alla guida suprema dei Fratelli Musulmani Mohamed Badei, e “No Frateli Musulmani o Salafiti, ma donne nell’Assemblea Costituente”. Durante l’attuale dibattito sulla formazione dell’Assemplea Costituente, alcuni chiedono che le donne rappresentino almeno il 30 per cento dei suoi membri.

Ieri invece, venerdì, manifestazione per il “giorno dei martiri”, e ancora migliaia di attivisti e manifestanti a Tahrir.

A presto e saluti dal mio viaggio itinerante per l’Egitto che voglio scoprire.

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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