OGGI IN EGITTO (e gli ultimi giorni)

Un venerdì davvero strano. Oggi tutte le moschee di Dahab traboccavano di uomini in preghiera, per la prima volta li ho visti prendere posto anche tutt’attorno alle moschee, poi sulla strada, fino al marciapiede opposto, era emozionante. In cuor mio speravo stesse avvenendo anche in altre parti del Paese: le gente è stanca e ha bisogno di una guida.

Tra il 31.1 e l’1.2 sono stati rapiti e poi liberati 25 lavoratori cinesi, per mano di beduini, che ancora chiedono la liberazione di membri della tribu’ arrestati in seguito agli attentati nel Mar Rosso del 2004, 2005 e 2006 a Sharm el-Sheikh, Taba e Dahab (o secondo altre fonti “il rilascio delle persone arrestate per una rapina avvenuta il 28 gennaio a Sharm el Sheikh” – La Repubblica).
Nel frattempo, dopo le violenze allo stadio di mercoledì, si è dimesso il Governatore di Port Said. Tra ieri e oggi, disordini davanti al Ministero degli Interni per protesta di massa contro il regime militare in carica e l’incapacità della Polizia – e la possibilità di una regia dietro le ultime violenze. Almeno 5 manifestanti uccisi. Oggi poi i cittadini sono di nuovo affluiti a migliaia di migliaia per le piazze e strade del Cairo, poi ad Alessandria, a Suez, dove si udivano spari continui, a Port Said manifestazioni fuori dallo stadio fatale. Manifestazioni pacifiche si alternano a zone di vera e propria battaglia – una battaglia del popolo contro un nuovo regime, che dovrebbe durare ad interim fino a giugno, salvo cambiamenti di programma. Ancora gas lacrimogeni e ancora proiettili di gomma a togliere gli occhi. Le forze di sicurezza mirano deliberatamente agli occhi, ne hanno persi in migliaia da novembre. Possibile che questo sia l’unico sistema che un militare professionista o un poliziotto professionista conosca per contrastare una rivolta?

Su Facebook oggi si passavano la foto di un ragazzo che non è tornato a casa, disperso nelle violenze di mercoledì. La gente è arrabbiata e la rivoluzione ha riguadagnato uno dei suoi picchi più alti – non se ne andranno a casa facilmente. Del primo pomeriggio la notizia di due turiste americane rapite, assieme alla loro guida egiziana, da beduini Karakesha nel sud Sinai vicino a Santa Caterina, poi liberate due ore dopo. Rapinati due italiani residenti e impiegati a Suez, con furto di computer portatile -, notizia apparsa solo in arabo e poi cancellata dalla rete nell’arco dello stesso pomeriggio – si spera per risoluzione della cosa.

La gente vuole la caduta di ogni regime, la gente vuole pari diritti e pari doveri come in qualsiasi altra democrazia del mondo. Che si sposi la teoria del complotto, per tutti gli incidenti degli ultimi giorni o anche solo per la strage dello stadio, o che si creda in semplici incidenti in un momento di passaggio, resta il fatto che la Polizia in questo Paese, se privata del diritto di torturare a vuoto, non sa fare il suo lavoro. In ogni caso, nello stadio sono stati trovati bussolotti vuoti, e i portoni di uscita erano stati sbarrati e la corrente tolta, durante la mattanza.

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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