30 giugno 2011

LA SOLITA DISINFORMAZIONE

Riguardo quanto avvenuto al Cairo, Piazza Tahrir, nella notte tra martedì 28 giugno e mercoledì 29 giugno e trasmesso in diretta TV in Egitto.

Versione dei mass media italiani (giornali e telegiornali): manifestanti indignati per il fatto che non sia ancora stata fatta giustizia per le vittime della rivoluzione attaccano le forze dell’ordine armati di spranghe, molotov, sassi, richiedendo la caduta del Generale, Tantawi, capo dell’esercito e Presidente ad interim fino a prossime elezioni, ex Ministro degli Interni sotto lo stesso Mubarak. 60 feriti. Tutti i mass media parlano genericamente di disordini “al Cairo”.

Versione delle fonti egiziane, TV, blogger e testimoni oculari: i parenti e i genitori degli 800 ragazzi caduti durante la rivoluzione manifestano pacificamente (del tutto disarmati) al fine di ottenere giustizia per i loro “martiri”. Si trovano in un salone in cui i membri governativi dovevano distribuire loro a mo’ di indennizzo alcune proprietà immobiliari quando si presentano due pullman pieni di scalmanati armati che iniziano a seminare il panico, ad attaccare militari e poliziotti ferendone ben 45 – e il conto aumenterà nelle ore con la rivolta di piazza. Un quarto episodio di “controrivoluzione” dopo quelli dei mesi scorsi mirati al “divide et impera” di cui ho già a lungo parlato (avanzi di galera che, assoldati, cercano di creare divisioni di classe, di religione, di ideologia e di sesso dalla caduta del regime in poi). I mass media del 29 giugno parlano di disordini relegati alla sola piazza Tahrir, questioni interne che nulla hanno a vedere coi percorsi turistici né tantomeno coi turisti. La manifestazione, pacifica, è proseguita ieri, sempre al fine di ottenere giustizia per le vite perdute a causa degli uomini del regime che sparando sulla folla hanno ucciso circa 850 cittadini e cittadine durante i giorni della rivoluzione. Questo blog  dice anche: “Le Forze Armate, tramite un messaggio televisivo e su Facebook chiedono agli egiziani di non ricadere nelle trappole già sperimentate in passato.”

Di fronte alle due versioni, viene in mente la notizia tutta italiana dei carri armati che avrebbero invaso Sharm El Sheikh a febbraio, mentre noi che ci eravamo non ne abbiamo visto nemmeno uno. Resta la domanda se queste fonti nostrane siano pilotate, e in quel caso non riuscirei a spiegarmi a che pro, o se davvero questi giornalisti, editorialisti e direttori ne sappiano davvero meno di noi – blogger, stranieri residenti e gli stessi testimoni egiziani.

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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