13 e 14 marzo 2011

ARTE, SCARCERAZIONI E CONFESSIONI

In Egitto il Ministro degli Interni ha ordinato la scarcerazione di beduini ed egiziani che si trovavano in carcere senza processo e per motivi politici.

Il sito (e gruppo in Facebook) “I am Tahrir” , fondato da un gruppo di giovani artisti, attivisti e giornalisti allo scopo di raccogliere espressioni artistiche che raccontino la rivoluzione egiziana, finisce sul Daily News Egypt. I fondatori raccontano: “La visione del progetto si estende al di là del raccogliere l’arte prodotta o ispirata dalla Rivoluzione del 25 gennaio; aspira ad essere un fulcro per l’ “arte rivoluzionaria” di tutto il mondo, un luogo dove le mani di censori artistici e fedeli conservatori non possono arrivare”. “Ci piacerebbe mostrare e promuovere l’arte che è rivoluzionaria e iconoclasta per natura, l’arte che spezza i confini e gli stereotipi… E non deve essere collegata all’Egitto.” Venerdì scorso durante la manifestazione per l’unità nazionale è stata anche allestita una mostra all’aperto a Piazza Tahrir.

Rimando sempre a questo bel blog per notizie fresche in diretta dal Cairo e per le ultime foto da Tahrir.

Intanto, i cammellieri della zona di Giza (Cairo) hanno finalmente confessato di essere stati spinti dal partito di Mubarak ad attaccare i civili durante i giorni più violenti di questa rivoluzione, oltretutto con pretesti molto semplicistici, come la minaccia che un crollo del turismo li avrebbe ridotti in miseria e la falsa notizia di un progetto per costruire un muro attorno alle piramidi e così impedire loro di lavorare. Notizie dopo le quali devo trattenermi per non scrivere un altro articolo demenziale come quello del mio post precedente, ma che ancora una volta ci fanno rendere conto di quanto la mancanza di educazione renda fragili e permeabili le menti.

E qualche pillola dall’estero:

Nel Bahrein le sollevazioni popolari seguono senza sosta da tre settimane, e si moltiplicano le violenze. Ieri due vittime. Il Principe ereditario convoca mille militari sauditi. L’opposizione afferma che “qualsiasi presenza militare straniera” è da considerare come “un’occupazione”.

La scorsa settimana, navi turche hanno evacuato oltre un migliaio di egiziani dalla Libia. Il primo ministro della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, era stato uno dei primi leader mondiali a prendere pubblicamente la parte del movimento anti-Mubarak, durante la rivoluzione d’Egitto.

Intanto, un articolo di Internazionale tradotto dal tedesco parla di postdemocrazia italiana

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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