7 marzo 2011

DUE SOGNI AL GIORNO

Il risveglio movimentato di oggi mi fa tornare ai giorni della rivoluzione. Sono quasi le sette e passo dalla visione dell’alba sul Mar Rosso a quella di Rai News 24, Al Jazeera e le prime pagine di Times e Independent in internet.

Il Fatto Quotidiano con tono allarmistico riporta dell’esercito che al Cairo spara in aria (sopra la folla dunque, non sulla folla) per disperdere uomini armati che cercano di intervenire creando seri danni, mentre il popolo ancora (disarmato) tenta di salvare i documenti salvabili nell’edificio della Sicurezza di Stato (che ripeto è l’organizzazione dipendente dal Ministero degli Interni di cui i militanti filo-democratici hanno chiesto lo scioglimento). Gli edifici della Sicurezza di Stato (che riguarda anche i servizi segreti), come dicevo nei giorni scorsi, sono stati dati alle fiamme o parzialmente distrutti per eliminare files scomodi. Quella descritta dal quotidiano online, sinceramente, mi pare l’unica reazione normale da tenere, e c’è ben poco da allarmarsi per gli spari in aria, anzi. Infatti, finalmente stasera arriva la notizia che ben 47 ufficiali della polizia sono stati arrestati per aver dato essi stessi l’ordine di distruggere documenti fondamentali che incriminerebbero varie figure dell’ex regime per corruzione, torture ed any sort of things, riporta Ayman Mohyeldin.

Sui nostri schermi in Egitto in questi giorni scorrono di continuo i video di cittadini, uomini e donne, che cercano di salvare tali documenti dalle fiamme, mentre altre persone armate cercano di disperderli, e l’esercito di proteggerli. Documenti distrutti dalla State Security ad Alessandria, filmato dopo l’evacuazione: http://www.youtube.com/watch?v=LV4j7Mc3f1c

State Security ad Alessandria: http://www.youtube.com/watch?v=ahjpr3M-MTs&feature=related

Arresto di un ufficiale della State Security al Cairo (zona Six October): http://www.youtube.com/watch?v=Vw8aAOrlhOY

Finalmente, dopo incendi e distruzioni, solo da oggi i palazzi della Sicurezza di Stato sono stati sigillati per evitare tali incidenti che si susseguono da tre giorni, tra Alessandria e il Cairo, e che, ripeto, sono limitati alle aree prospicienti detti edifici. E finalmente i documenti incriminati passeranno direttamente nelle mani dell’esercito. Ogni giorno si realizza un sogno.

L’ex Ministro degli Interni è finalmente sotto arresto per riciclaggio di denaro sporco, corruzione, per coinvolgimento nella distruzione dei documenti di questi giorni, ma soprattutto si sta indagando su di lui quale mandante dell’attentato alla chiesa copta lo scorso Capodanno in Egitto. Insomma, un altro bravo ragazzo – e in questo delirio pseudo-circense continuo a chiedermi dove credono di nascondersi quelli come lui a questo punto…

Dunque, ancora molti passi avanti oggi. Il nuovo Primo Ministro Essam Sharaf ha scelto ieri sera nuovi Ministri, non collegati al regime precedente: quello degli Esteri, dell’Interno e della Giustizia. I primi due sono amici del premio Nobel per la pace El Baradei. A capo della diplomazia egiziana sarà Nabil El-Araby, giudice presso la Corte Internazionale di giustizia fino al 2006 ed ex rappresentante permanente alle Nazioni Unite. Ogni giorno si realizzano due sogni…

Il Tribunale egiziano investiga sui conti della famiglia Mubarak.

Domani è prevista al Cairo la “one million women march”, marcia femminile per far sì che nel nuovo governo cambi anche la figura e la rappresentanza della donna.

In certe zone del Sinai i beduini cercano di farsi legge da sé inventandosi falsi pedaggi, approfittando della mancata sorveglianza della penisola (la solita no-man’s-land) da parte dell’esercito per via del trattato di pace con Israele.

E ho scordato di dire che durante la manifestazione di Dahab di ieri in ricordo delle vittime della rivoluzione, hanno presenziato e sventolato bandiere anche poliziotti. Forse, quest’isola di pace e di anarchia tra l’Africa e l’Asia non fa veramente parte del resto del Paese.

E all’estero:

  • Gheddafi nel frattempo rilascia un’altra intervista, questa volta al  settimanale francese Journal Du Dimanche (in italiano sul Corriere). Intervista delirante, ma questo è solo il mio parere. D’altronde, parliamo di un capo di governo che afferma cose così: “I giovani (di Bengasi) non conoscevano Al Qaeda. Ma i membri delle cellule forniscono loro pastiglie allucinogene, vengono ogni giorno a parlare con loro fornendo anche denaro. Oggi i giovani hanno preso gusto a quelle pastiglie e pensano che i mitra siano una sorta di fuoco d’artificio.” E se volete ridere oggi leggetela per intero, perché, e sempre a mio parere, ha battuto in comicità Zelig edizione 2011. Non sapendo più quale fantasma invocare per far tremare le gambe all’Europa, Gheddafi dà libero sfogo all’immaginazione di un vero Re dei Re: senza di me un ritorno all’epoca di Barbarossa, Al Qaeda, invasioni barbariche, invasione del Mediterraneo, il continente europeo occupato da mezza Africa. E’ davvero così facile credere agli spauracchi, ancora nel 2011? E’ mai davvero finita la caccia alle streghe – dopo che abbiamo scoperto che le streghe non esistono? Possiamo dedicare dieci secondi a chiedercelo, ciascuno per sé, in privato? A questo proposito segnalo l’articolo di un blog.
  • Il temporeggiare dell’America sulla Libia verrebbe spiegato dall’Independent con una manovra laterale: la richiesta all’Arabia Saudita di fornire armi ai ribelli anti-Gheddafi che procedono nella loro presa del Paese.
  • Nel frattempo, Amnesty International diffonde la notizia che le famiglie delle vittime in Egitto stiano ricevendo minacce e siano vittime di ritorsioni da parte delle forze di sicurezza egiziane affinché non si appellino alla giustizia, e chiede aiuto alle attuali autorità egiziane (specifico qui di nuovo: l’esercito, il nuovo Primo Ministro e il nuovo governo in formazione, mentre per “forze di sicurezza egiziane” di cui sopra si intende sempre quella parte del Paese collegata alla polizia delle torture e degli abusi d’ufficio del vecchio regime) – per cortesia diffondete la pagina.

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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