2 marzo 2011

NOTIZIE IN PILLOLE DALL’EGITTO

La TV di Stato, che dopo la rivoluzione, come raccontavo, come per magia è diventata “trasparente”, ora intervista i ragazzi che ancora occupano Tahrir.  Forse io stessa ho parlato con uno di loro, forse ci siamo incrociati. Dopo tre giorni lì già mi salutavano come fossi stata a Dahab, chi per nome, chi perché si ricordava di me per il fatto che ero l’unica straniera in giro per l’enorme piazza. Bene, restano le TV di Stato egiziane a parlare dell’Egitto di oggi, e mentre i mass media italiani e internazionali ora si dedicano alla Libia, ad aggiornare sulla situazione di questo Paese in italiano restiamo solo noi blogger. E i ragazzi di Tahrir in TV raccontano:

  • degli arresti di giovani attivisti tra di loro e loro amici, avvenuti durante i giorni della rivoluzione – ma chiamiamoli i giorni del regime, perché la rivoluzione è ancora in corso. Poiché le centrali della polizia erano già state stipate, sono stati trattenuti per giorni legati, sul nudo pavimento, dentro le lavanderie nella zona di Tahrir;
  • del fatto che chi vuole rimanere ancora in piazza, giorno e notte, lo fa in realtà perché fa parte dei “coordinatori” designati dagli stessi manifestanti, che hanno così potuto tornare al loro lavoro in questo momento di mezzo. Ma garantiscono i ragazzi di Tahrir che se solo viene fatto loro un torto o se non verrà rispettato il volere popolare basta un cenno, e tutti torneranno in piazza a milioni;
  • che venerdì scorso durante la manifestazione a un mese dall’inizio della rivoluzione è morto un ragazzo nella città di Mansoura – e così siamo a 15 deceduti a Mansoura e 365 deceduti solo nella Piazza Tahrir (i media italiani riportavano erroneamente 365 come numero totale di vittime in tutto il Paese egiziano). Per non parlare del fatto che mancano ad oggi ancora circa tre o quattro centinaia di persone all’appello (desaparecidos) che i militari si sono impegnati a trovare e liberare (notizia che ho raccolto io stessa nella piazza cairota).

Ancora qualche notizia in pillole:

  • Amr Moussa, acclamato dal popolo e richiesto a gran voce per la candidatura alle prossime elezioni presidenziali, oggi si è dimesso dal suo incarico di rappresentante dell’Egitto presso la Lega Araba (in riunione al Cairo). Parla di un grande progetto alle ferrovie di Stato per collegare meglio le città del Paese e ringrazia i ragazzi di Tahrir per il loro caloroso sostegno. Resta da leggere tra le righe che con le sue dimissioni si rende legalmente disponibile a candidarsi alla presidenza.
  • Sovrani e Presidenti di vari Stati arabi promettono fondi al popolo e riforme per scongiurare sollevazioni, Siria, Algeria, Arabia Saudita… quando su Facebook è chiara la scaletta già in programma delle prossime manifestazioni di massa, Palestina inclusa. Penso che i governanti del futuro dovranno avere una buona preparazione informatica, o non andranno molto lontano…
  • Un altro video per dimostrare all’Egitto che non era e non è solo durante la sua grande trasformazione.
  • Un episodio carino di Dahab: un amico prende un taxi, l’autista sta per fermarsi per dare un  passaggio a un’altra persona che gli fa segno sulla strada, rallenta, nota che è un poliziotto, dice: “I tempi di Mubarak sono finiti”, accelera e va via. Voglio specificare che i poliziotti non erano tenuti a pagare il biglietto sui pullman, che si facevano portare gratis sui taxi e che gli autisti erano obbligati a servirli e a fermarsi in qualunque momento uno di loro volesse salire su un mezzo, pubblico o privato che fosse, sotto l’ombra di quella paura che qui ha regnato per 30 anni (vedi legge sullo stato d’emergenza, torture, abusi d’ufficio, eccetera, – su questo blog e in rete).
  • Qui sopra, la galleria delle migliori immagini scattate al Cairo nel giorni scorsi, fine febbraio 2011.

(Cairo, foto di Sonia Serravalli)

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About Sonia Serravalli

Scrittrice (/fotografa e spirito nomade)
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